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IMPORTAZIONE ILLEGALE DI RICHIAMI VIVI

COMUNICATO STAMPA ENPA SETTORE FAUNA SELVATICA DEL 3 NOVEMBRE 2005

LE GUARDIE ZOOFILE DELL’E.N.P.A. DENUNCIANO DECINE DI CACCIATORI, SEQUESTRANO CENTINAIA DI UCCELLI , IN PATICOLARE, ALLODOLE PEPPOLE E FRINGUELLI, CORREDATI DA ANELLI O DOCUMENTI FALSIFICATI, METTENDO IN LUCE UN TRAFFICO MALAVITOSO, CHE GENERA UN VORTICE IMPRESSIONANTE DI DANARO STIMATO IN OLTRE TRE MILIONI DI EURO, SOLO NELLA PROVINCIA VICENZA.


I controlli hanno preso il via in seguito all’ennesimo carico illegale intercettato dalla forestale all’aeroporto di Milano Malpensa, proveniente dall’estero con destinazione “grossisti Vicentini”. Come riportato dai telegiornali nazionali, l’operazione ha portato al sequestro di migliaia di uccelli immessi irregolarmente nel nostro paese provenienti dal bracconaggio, che hanno coinvolto ancora una volta nomi noti nel settore nella nostra provincia.
La legge nazionale 157/92, legge sulla protezione della Fauna Selvatica e sulla caccia, ha stabilito che i cacciatori possano utilizzare i richiami vivi, ma ha dato anche precise regole per evitare gravi atti di bracconaggio, dando il numero massimo per la detenzione degli esemplari di “cattura”, non ha dato limite ma precise disposizioni per gli esemplari provenienti da allevamento. Tale provenienza deve essere certificata da un documento di cessione di un allevatore autorizzato, e dall’anello inamovibile numerato, di dimensioni tali da poter essere applicato alla zampetta del pullus solo nei primi giorni di vita, e che varia da specie a specie.
Nelle ultime due settimane, il lavoro delle guardie Zoofile dell’ENPA si è concentrato principalmente su questo versante, controllando i “capannisti” che utilizzano i richiami vivi, in particolare sulle verifiche dei documenti e degli anelli che devono accompagnare i richiami vivi, i controlli a una decina di capanni, nell’alto vicentino hanno portato al sequestrato di quasi cento uccelli, Allodole, Fringuelli e Peppole principalmente, provenienti da allevamenti amatoriali o esteri.
Tutti i sequestri sono stati operati su richiami che al controllo dell’anello tramite calibro elettronico, in contraddittorio con il proprietario, hanno dato dei risultati scandalosi, oltre il novantacinque per cento degli anelli “inamovibili” sono contraffatti e palesemente irregolari.
Questo sta a dimostrare che un numero elevatissimo di uccelli vengono prelevati in natura con il bracconaggio, o illegalmente nei roccoli della provincia e immessi nel mercato con documenti e anelli falsi, come è stato ampliamente dimostrato nelle indagini della forestale.
Nessuno però fino ad ora aveva una idea precisa del fenomeno malavitoso, la provincia si affanna ogni anno a rifornire gratis i cacciatori con circa 17.000 richiami vivi, mentre esiste un mercato clandestino parallelo che vende ai cacciatori ben oltre 50.000 uccelli per stagione di caccia, al costo medio di ottanta Euro ad esemplare, dando vita a un vortice di danaro da destare “molti interessi”.
Ha dichiarato Fabio Moscato, guardia zoofila dell’ENPA: a un controllo nella zona di Thiene un cacciatore ha dichiarato alla presenza di tre pubblici ufficiali “sono andato ad acquistare queste dieci allodole a Brescia, perché mi hanno detto che queste di Vicenza non sono sicure, il grossista mi ha dato i documenti, ha infilato gli anelli sulle zampe …sic’…poi mi ha detto tutto a posto…”
Altri cacciatori hanno esternato il loro disappunto nei confronti di questi grossisti che guadagnano miliardi sulle loro spalle, facendoli violare la legge, e sulla incredibile omertà che si cela negli addetti ai lavori che sono tutti a conoscenza di questi loschi traffici.
Ha aggiunto infine Renzo Rizzi responsabile Fauna Selvatica dell’ENPA: visto l’infinità di reati penali, che vanno dalla truffa alla falsificazione di documenti, il gravissimo bracconaggio che si nasconde dietro questo enorme traffico, assodato che la polizia provinciale è la responsabile dei controlli e della materia, vorrei chiedere al comandante Giancarlo Bonavigo, che indicazioni ha dato ai propri agenti, e agli agenti volontari di nomina provinciale, per questa tipologia di verifiche, in quanto tutti i cacciatori controllati ci hanno dichiarato che non hanno mai subito un controllo agli anelli, e che gli agenti si limitano a ”contare le gabbie da lontano”.

Per informazioni E.N.P.A. Fauna Selvatica Renzo Rizzi 329 4703160

 


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