GRUPPO DI STUDIO SULLE TRADIZIONI VIOLENTE
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CHI E' LA F.I.M.O.V.

La F.I.M.O.V. (Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie) e' in Italia la maggiore promotrice ed organizzatrice di fiere ornitologico venatorie. Si tratta di un'organizzazione composta da cacciatori, ovvero persone che nel loro tempo libero amano armasi di fucile e sparare ad altri esseri viventi, e che detengono in gabbie estremamente piccole uccelli usati a scopo venatorio e per mostrarli e farli gareggiare alle fiere da loro organizzate:

La tradizione legata alla caccia è quella di detenere in gabbia uccelli da canto, altrimenti definiti richiami vivi, al fine di utilizzarli quale richiamo per attirare altri uccelli liberi a cui sparare nell'ambito della cosiddetta caccia da appostamento (vedi approfondimenti nella sezione “Richiami vivi”).

Abbiamo potuto leggere il testo di presentazione della F.I.M.O.V. pubblicato sul loro sito ufficiale (www.fimov.it) fino all’anno 2004 e rimosso, per motivi a noi sconosciuti, subito dopo l’inizio della campagna animalista Stop-Fimov (www.stop-fimov.tk) ed abbiamo riportato qui di seguito alcuni stralci di cui riteniamo valga la pena rendervi partecipi (troverete il nostro punto di vista in grassetto):

"[...] Verso la fine degli anni sessanta viene fondata l' ANSFV (Associazione Nazionale Sagre e Fiere Venatorie). Vi aderiscono una quarantina di Fiere che si svolgono nel territorio dell'alta Italia e che operano ognuna per conto proprio. L'ANSFV riesce a organizzare queste Fiere e presentarle al pubblico attraverso un suo calendario.
Nel 1979, tutto il Veneto e due Fiere Friulane le più importanti (Sacile e Fiume Veneto), danno vita al Club strada delle Fiere. Questo Club è composto da Fiere i cui dirigenti provengono da Proloco o Comitati. Costoro capiscono che il sistema con il quale si procede, non prospetta nessun futuro, capiscono che c'è bisogno di una sterzata brusca e decisiva per mantenere in vita e far progredire le loro manifestazioni ornitologico venatorie, in quanto esse, rappresentano per i loro paesi motivo di grande valenza sotto l'aspetto culturale, turistico, commerciale, dell'aggregazione sociale e non dimentichiamolo pure economico. Infatti, è proprio grazie all' organizzazione della Fiera degli uccelli, manifestazioni dal grande seguito di pubblico, che vengono ottenuti i mezzi economici per programmare altre attività magari altrettanto importanti, ma piuttosto povere economicamente. Le Fiere, secondo questi dirigenti, vanno dunque non solo seguite con una maggiore attenzione, ma anche potenziate."
"Per l'ANSFV invece il problema essenziale di prioritario dibattito e interesse nell'unica assemblea annuale in cui venivano convocati i Comitati, era la cattura degli uccelli, pratica rispettabile, ma ben lungi dall'essere l'unico argomento da trattare, nell'ambito delle Associazioni Fieristiche. Era stato sicuramente un argomento importantissimo nei tempi andati, ma adesso stava per avvenire quel cambiamento che la piazza chiedeva, infatti, si stava passando dalle Fiere fatte per il mondo della caccia, alle Fiere per tutti, alle fiere infatti erano soprattutto le famiglie ad essere maggiormente interessate e presenti, si andava cioè incontro alle grandi manifestazioni di massa, nelle quali il passato andava salvaguardato e difeso con puntiglio perché significava la tradizione e la cultura di generazioni, ma al tempo stesso da buoni organizzatori bisognava guardare al presente con grande attenzione e curarne i nuovi aspetti. Il rinnovamento e l'organizzazione sarebbero stati elementi fondamentali e indispensabili e ciò, per il dovere di lasciare alle generazioni future questi momenti di vita straordinaria: le Fiere degli Uccelli."

Difendere la tradizione e la cultura di generazioni di cacciatori che oltretutto praticano la peggiore, la più vile, delle forme di caccia, che oltretutto in Italia inizia ad essere vietata localmente proprio perché caratterizzata da una forma di crudeltà inaccettabile in una società moderna come la nostra. Una tradizione basata quindi sul fucile, sulla violenza a scopo ludico, sulla sopraffazione del più forte sul più debole, sulla prevaricazione. Una tradizione che più del 70% degli italiani legittimamente vorrebbe veder scomparire.
La FIMOV si sente in dovere di salvaguardare una tradizione violenta appositamente per le nuove generazioni di giovani ed associa le fiere ornitologico venatorie, il cui simbolo sono i richiami vivi, ossia uccelli torturati fisicamente e psicologicamente a scopo ludico, a momenti di vita straordinaria.
Una superficiale e pericolosa contrapposizione di principi e valori.


"E allora bisognava infatti, soprattutto organizzarsi e confrontarsi, aprire il dialogo con tutti anche con le forze ambientalistiche, stabilire contatti, studiare regole, iniziare un opera di promozione e propaganda che facesse crescere l'interesse non solo nel pubblico, grandissimo patrimonio, ma pure fra gli addetti ai lavori, in particolar modo fra i concorrenti e gli appassionati degli uccelli canori, anch' essi patrimonio altrettanto prezioso, ma ormai senza grandi stimoli, considerato che il mercato degli uccelli silvani, da sempre primario motivo di richiamo e interesse veniva ora a mancare.
[...] Bisognava organizzarsi e trovare dei referenti politici vicini alla passione ornitologica che ci aiutassero attraverso l' emanazione di previste leggi Regionali, attraverso le quali venisse consentito la detenzione, l' allevamento e quindi l'esposizione di quelle specie di uccelli che leggi dello Stato come la 968 prima e la 157 dopo vietavano."L’obiettivo della FIMOV è quello di poter detenere e allevare specie di uccelli fino ad allora vietate da con l’aiuto di politici compiacenti del mondo ornitologico venatorio. "Questi propositi e questi impegni, pur se in netta e aperta polemica con i vertici dell' ANSFV, vengono tenacemente portati avanti dal "Club Strada delle Fiere" e, ha inizio così nel 1980 quel grande lavoro di rinnovamento e di ammodernamento fortemente voluto da quel gruppo di "rampanti" Presidenti (non ancora "antenni"), dei quali Graziano Fabris ne fu sin da principio il portavoce e l'ideologo.
[...]Nel 1993 viene organizzato il primo Campionato Italiano Uccelli Canori. Si sceglie Varago sito in provincia di Treviso, ciò per il semplice motivo che questo paese è geograficamente collocato in maniera centralizzata rispetto ad altri. Vi partecipano solamente concorrenti ed appassionati provenienti dal Veneto, dal Friuli e dalla Lombardia. Ma è ugualmente un grande successo. Da allora e in maniera itinerante, la grande kermesse canora si è svolta in un crescendo entusiasmante.
Nel 1995 nell'ANMOFA succede l'imponderabile (per aver a suo tempo pietosamente steso un velo di silenzio sui poco nobili motivi, non si vuole ora ricordarli) e l'Associazione si spacca. Nascono immediatamente l' AMOV (Associazione Manifestazioni Ornitologico Venatorie) che raccoglie le Fiere Bresciane e Bergamasche e l' AORFU (Associazione Ornitologiche Riunite Fiere Uccelli) che annovera le Fiere del Veneto e quelle del Trentino.
Nel 1996 inizia però l' opera di ricomposizione dettata dal fatto che tante Associazioni sparse in giro per l' Italia, ognuna intenta a curare il proprio "orticello" rappresentano veramente poca cosa, in un periodo in cui forte è la componente protezionista e la ristrettezza delle leggi ornitologico venatorie, ne penalizzano oltremodo l'esistenza."

La F.I.M.O.V. si è impegnata arduamente per scardinare la politica protezionista di allora, costruita su dei divieti legittimi e doverosi per rispetto all’ambiente e la natura, formando una vera lobby di cacciatori che gli permettesse di cambiare a suo piacimento un modello protezionista che gli stava stretto.

"La consapevolezza che la costituzione di una grande Federazione la FIMOV che riunisca sotto la propria egida tutte le Associazioni sia ormai l' unica maniera per affrontare la precaria situazione in atto e per sperare in un futuro migliore, vede nel 1997 riunirsi insieme ANFU, AMOV e quel che resta dell' ANSFV; nel 1998 è la volta della ANMOFA ricostituitasi con una rinnovata dirigenza, mentre il 1999 vede l' ingresso anche dell' ATSFV (Associazione Toscana) che con un gruppo di nuovi dirigenti, si dimostra seriamente intenzionata a recuperare la sua identità di terra fertile di attività ornitologico venatoria, nel 2000 è la volta dell' AERSFV (Associazione Emiliano Romagnola) a chiudere il cerchio. Ma nel 2000 si deve assistere anche ad una "naturale spaccatura". L' ANMOFA esce dalla FIMOV, i suoi dirigenti ne motivano l' uscita a causa di regole troppo onerose che disciplinano la vita Federativa.
La FIMOV oggi è diventata una splendida realtà. E' guidata da un suo Consiglio Nazionale di Presidenza che è costituito da tre membri per ogni Associazione, ha la sua sede in Varago via del Borgo 12 (Treviso). Rappresenta ben 8 Regioni e 32 Province. Per capire meglio questa grande realtà, va evidenziato che con la fondazione dell' ANSFV nel 1969, le Fiere erano 39; con la fortissima spinta del Club Strada delle Fiere nel 1983 diventano 81; nel 1993 salgono a 96; arrivano a 146 nel 2000 con l' unificazione di tutte le Associazioni nella Federazione.
Da un sondaggio compiuto nel 1998, risulta che le Fiere della FIMOV sono state visitate da oltre 2.400.000 visitatori, mentre risulta incalcolabile il giro di affari che si registra, si va dal commercio non solo di animali, ma pure di strutture, accessori e mangimi. In grande considerazione va tenuto pure, il grande incentivo che va al piccolo turismo e alle economie locali, ristoranti, negozi ecc."

146 fiere in 32 Province con oltre 2.400.000 visitatori di cui, nella migliore delle ipotesi, almeno 1.000.000 di giovani e bambini, sono stati introdotti nel mondo delle fiere ornitologico venatorie; avvicinati quindi in modo subdolo alla tradizione del fucile e dei richiami vivi utilizzati al solo scopo di uccidere.

"[...] I suoi uomini si sono seriamente impegnati nelle lunghe e logoranti battaglie per la risoluzione Ministeriale circa la misura delle gabbie, e per l' ottenimento dei vari regolamenti Regionali circa la detenzione, l' allevamento, l' esposizione e la vendita di tutti gli uccelli, e in tutto ciò che significa conduzione allevamenti, esposizioni, assistenza e tutela generale.
Nel Veneto tanto per citare, grazie a due leggi Regionali si è oggi all' avanguardia assoluta in fatto di riconoscimento da parte della Regione medesima di quello che la FIMOV rappresenta in campo ornitologico. La L.R. n. 14 de 3 agosto 2001 riconosce alla Federazione la facoltà di distribuire gli anellini inamovibili ai pullus dei propri associati; la L.R. n. 7 del 6 aprile 2001 iscrive nell'apposito albo le Fiere Venete e assegna ad esse un significativo e congruo contributo per le loro esigenze."

La F.I.M.O.V. è riuscita a legalizzare gabbie di 20x20cm in cui gli uccelli da richiamo sono costretti a vivere la loro vita (v. sezione “Richiami vivi” per maggiori dettagli sulle gabbie). E’ facilmente dimostrabile da qualsiasi etologo o ornitologo che costringere gli uccelli in spazi così limitati in cui non riescono nemmeno ad aprire le ali è sinonimo di crudeltà e violenza.
Il Veneto è tristemente conosciuto per le sue arroganti leggi Regionali in ambito venatorio persino in contrasto con le Direttive CE (v. sezione “Elenco delle norme che hanno privilegiato i 55'000 cacciatori veneti”).

@ Contatti: info@tradizioniviolente.org
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