GRUPPO DI STUDIO SULLE TRADIZIONI VIOLENTE
GRUPPO DI STUDIO SULLE TRADIZIONI VIOLENTE

Home | presentazione

Implicazioni psicologiche
Il senso morale del bambino
Comportamento crudele del bambino
Baby killers
Dichiarazione degli psicologi

Il circo con animali
Cos'è
I metodi d'addestramento
La parola ai circensi
Animali in catene
Le conseguenze fisiche, psicologiche e gli abusi
Gli incidenti
I finanziamenti pubblici
Le ordinanze
Divieti di attendamento in Italia
Alcuni dati a livello mondiale

Le fiere ornitologico venatorie
Cosa sono
Chi è la FIMOV
La FIMOV entra nelle scuole

Richiami vivi
Cosa sono
Divieti: Parma
Divieti: Regione Piemonte

Finanziamenti pubblici:
Contributi Regione Veneto

Delibera della Giunta
Beneficiari
Breve spiegazione

Contributi del Comune di Brescia

Veneto: norme e privilegi per la caccia
Legge Nazionale sulla caccia

Comunicati stampa
Richiami vivi dopati
Importazione illegale
Condanne per maltrattamento

Chi siamo

Contatti

RICHIAMI VIVI. COSA SONO, COME VENGONO UTILIZZATI

Video: IL GRIDO DI CHI NON PUO' PARLARE
Cliccare il titolo per collegarsi alla pagina dove possibile visionare il video

Ogni anno migliaia di merli, cesene, allodole, tordi bottacci, tordi sasselli, mentre stanno migrando verso i paesi caldi:

Vengono catturati nelle reti, da persone pagate dalle Province, dopo essere stati attirati da altri uccelli, che, chiusi nelle loro gabbiette, poste in prossimità delle reti di cattura, hanno il compito di cantare per intrappolare i loro simili.

Vengono tolti dalle reti e in preda al panico, vengono messi in minuscoli contenitori per essere trasportati ai centri di distribuzione dove i cacciatori stanno aspettando.

Ai centri di distribuzione vengono regalati ai cacciatori che li useranno per effettuare la caccia da appostamento.

Sempre piu' terrorizzati, gli uccelli catturati vengono messi in sacchettini o in gabbiette e vengono portati a casa del cacciatore che é diventato il loro padrone. Durante tutti questi viaggi gli uccelli sbattono in continuazione contro le pareti delle gabbie ferendosi. Le allodole sono gli uccelli più stressabili e sbattono in continuazione la testa contro il soffitto della gabbia.

A casa del cacciatore vengono messi, fino alla fine dei loro giorni, in gabbie grandi al massimo 30 centimetri, disposti su scaffali, all'interno di scantinati o sottoterra, in box, nelle cantine. Spesso questi locali sono semibui, sporchi, umidi e malsani. Lo sterco degli uccelli, ognuno nella sua gabbietta, rimane depositato a blocchi sugli scaffali, e viene rimosso molto raramente; moltissimi degli uccelli appena arrivati muoiono perché non sopportano la vita in cattività, molti rifiutano di mangiare, altri non riescono a digerire quel nuovo mangime, così diverso dal cibo naturale, altri continuano a sbattere e si feriscono fino alla morte, altri si lasciano andare fino a morire. Ma alcuni sopravvivono, senza sapere quale terribile sorte li aspetta, accettano quella nuova vita e verranno nutriti finché canteranno bene, poi non serviranno più a nessuno e anche la natura li rifiuterà perché non li riconoscerà più.

Apre la stagione di caccia (da settembre a gennaio) tutti i giorni, con qualunque tempo atmosferico, il cacciatore si reca al suo capanno di caccia, trasportando i suoi uccelli da richiamo, contenuti ognuno nella propria gabbietta. Qui verranno appesi agli alberi e, contro natura, canteranno per attirare e far cadere in trappola altri sventurati uccelli, che verranno uccisi dal cacciatore nascosto nel capanno.

Finisce la caccia e gli uccelli, sempre rinchiusi nelle loro minuscole gabbiette, vengono disposti sugli scaffali, in freddi e umidi locali, con pochissima aria, con pochissima luce, con scarsa igiene. In queste condizioni passeranno lunghi mesi finché, senza piu' accorgersi che é arrivata primavera, si troveranno in estate.

Siamo nel mese di giugno: i cacciatori prendono i loro uccelli, gli strappano un po' di penne, li mettono in locali completamente bui, e in questa terribile condizione li lasciano, soli a sé stessi, per due lunghi, interminabili mesi. Questa è la MUTA ARTIFICIALE tutti i cacciatori torturano così i loro uccelli per fargli subire la muta delle penne, cosa che in natura avviene spontaneamente all'approssimarsi della primavera; é in questa meravigliosa stagione che gli uccelli, ricoperti dal nuovo piumaggio, cominciano a cantare perché siamo nella stagione degli amori. Ma la caccia é aperta in autunno e ai cacciatori serve che gli uccelli cantino, come se fosse primavera, in autunno, quindi strappano loro delle penne e li tengono al buio completo per indurli a credere che sia inverno (in realtà siamo in piena estate: giugno e luglio) e che, invece, l'autunno reale sia per loro primavera (hanno cambiato le piume e hanno rivisto la luce: credono che dall'inverno si sia passati alla primavera. In realtà dall'estate si é passati all'autunno). Oltre alle sevizie gli uccelli subiscono uno scompenso del metabolismo, non sanno più distinguere il giorno dalla notte, l'inverno dall'estate, ecc., il sistema ormonale é completamente sconvolto.

Così trascorre la loro misera vita, quei pochi uccelli che riescono a sopravvivere subiscono tutte le estati la muta artificiale. Man mano che il tempo passa i loro muscoli si atrofizzano; non sono più capaci di volare, non sanno più cosa significa trovare un compagno e accoppiarsi. La coda si é rotta e non esiste più a furia di sbattere contro le pareti della gabbia. Le zampe, a furia di stare nello sporco e a furia di stare fermi in uno spazio così ridotto, si riempiono di croste, di piaghe, molti uccelli perdono gli arti. Le penne spariscono in molte parti del corpo lasciandoli nudi a sopportare le intemperie (se piove, se c’è vento, in qualunque condizione gli uccelli da richiamo, appesi ai loro alberi devono cantare).

"La mia vita con bambi" di Cristina Rovelli, Ed. Cosmopolis

I cacciatori dovrebbero riconsegnare i richiami vivi, una volta deceduti, ai centri di raccolta per riceverne altri gratuitamente. Questo significa che ogni cacciatore dovrebbe mantenere in vita i suoi richiami anche quando smettono di cantare. Considerando il fatto che ogni cacciatore riceve fino a 40 richiami vivi possiamo facilmente dedurre quanti uccelli, ogni cacciatore dovrebbe continuare a mantenere “inutilmente” fino alla morte: un richiamo che smette di svolgere la sua funzione non serve più a nulla al cacciatore, diventa unicamente un costo e un fardello che non gli permette di continuare l’attività venatoria a pieno ritmo.
E’ noto infatti da diverse testimonianze di guardie venatorie di come in realtà spesso i cacciatori abbandonino i propri richiami una volta che smettono di cantare, in modo che possano riceverne subito altri.
Il problema è che questi uccelli abbandonati non sono più in grado di volare, non sanno più procurarsi il cibo da soli, non sanno più migrare e scappare dai predatori: non sono più degli uccelli. E’ facile quindi immaginare quale sia la loro sorte.

Per palesare ulteriormente la crudeltà di questa pratica riportiamo qui sotto le dimensioni delle gabbie utilizzate negli allevamenti e nella detenzione di richiami vivi da parte dei cacciatori nelle Province di Venezia, Firenze e nella Regione Marche:

Lunghezza Larghezza Altezza Specie
20cm 15cm 20cm Allodola 17cm
Passera d’Italia 15cm
Passera mattugia 13.5cm
30cm 25cm 25cm Merlo 25cm
Cesena 25cm
Tordo bottaccio 22cm
Tordo sassello 20.5cm
Storno 21cm
100cm 50cm 40cm Colombaccio 40cm
Pavoncella 30cm

Il fatto che questa pratica inizi ad essere vietata anche a livello locale in Italia, ci indica chiaramente la sua natura violenta e crudele.

@ Contatti: info@tradizioniviolente.org
web: ganodesign