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ELENCO DELLE NORME CHE HANNO PRIVILEGIATO I 55.000 CACCIATORI VENETI

( a cura di Andrea Zanoni, Presidente della LAC - Sezione del Veneto )

1 - Reintroduzione della pratica dell'uccellagione
Legge Regionale n. 50 del 1993
Dopo 5 anni di divieto assoluto di cattura di uccelli con le reti a fini di richiami vivi, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1990, nel 1993 questa legge ha reintrodotto l'uccellagione, effettuata nei cosiddetti impianti di cattura, noti come roccoli e prodine.

2 - Blocco dei corsi per guardie venatorie
Delibera della Giunta Regionale n. 1906 del 1997
Con questa delibera sono stati bloccati i corsi per nuove guardie venatorie volontarie fino all'approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, prevista per il 2004, impedendo, dal 1997, un rinnovo e ricambio dei volontari che operano gratuitamente in questo importante settore del mondo del volontariato.

3 - Detenzione di uccelli protetti
Legge Regionale n. 15 del 1997
Questa legge ha consentito la detenzione di uccelli protetti con il conseguente fenomeno della cattura e commercio illegale di uccelli protetti ed in via di estinzione. Il tutto dietro il paravento dell'allevamento.

4 - Falconeria in primavera
Legge Regionale n. 2 del 2000
Questa legge ha consentito l'allenamento e l'addestramento dei falchi in campagna, nel delicatissimo periodo primaverile, quando la fauna si riproduce.
In primavera la caccia è vietata e questa è una cosa impossibile da far capire ad un falco addestrato all'uccisione di animali selvatici.

5 - Trasporto di armi da caccia nel parco del delta del Po
Legge Regionale n. 19 del 2001
Questa legge ha concesso il trasporto di armi da caccia dentro al parco regionale del Delta del Po, in contrasto con le leggi e la giurisprudenza sulle armi e a vantaggio dei soliti furbi.

6 - Caccia di uccelli ittiofagi protetti
Delibera della Giunta Regionale n. 2072 del 2001
Questa delibera ha consentito, all'interno degli allevamenti di pesce, la caccia addirittura notturna e persino la distruzione delle uova e dei nidi di tutti gli uccelli ittiofagi (che si nutrono di pesce).
Gabbiani e Cormorani sono diventati così le specie più bersagliate dai proprietari delle valli di pesca. A rischio anche i rarissimi Cormorani dal ciuffo, il Gabbiano roseo e specie affini.

7 - Imbalsamazione di animali di provenienza ignota
Regolamento Regionale n. 1 del 2001
La Regione ha consentito l'imbalsamazione e la detenzione di fauna protetta anche di provenienza ignota o dubbia. Si consente così indirettamente la commercializzazione di trofei di fauna selvatica protetta.

8 - Autorizzazioni annuali per l'uccellagione
Delibera della giunta regionale n. 2525 del 2003
La Regione e le Province consentono ogni anno la cattura di uccelli con le reti da uccellagione, vietate dalla Direttiva CE 409/79 "Uccelli", utilizzando fondi pubblici, oltre 610.000 Euro prelevati dalle tasche dei cittadini !
Ogni anno vengono autorizzati oltre 60 impianti tra roccoli e prodine per la cattura di oltre 30.000 piccoli uccelli migratori tra i quali: Tordi, Merli, Pavoncelle, Colombacci, Cesene, Tordi sasselli, Allodole.
Il tutto a vantaggio dei cacciatori che li utilizzeranno come richiami vivi nella caccia da capanno.

9 - Caccia in deroga a specie di uccelli protetti in tutta europa
Legge regionale n. 7 del 2002
Questa legge ha consentito la caccia di 7 specie di uccelli protette dalla legge statale e dalla Direttiva CE 409/79 "Uccelli", portando il Veneto ad essere la regione d'Europa (Paesi dell'Est compresi) con il maggior numero di specie cacciabili.
I condannati a morte sono Fringuello, Peppola, Passero, Passera mattugia, Cormorani, Tortore dal Collare, Storno, per un potenziale di ben 57.600.000 individui per le stagioni venatorie 2002/2003 e 2003/2004.

10 - Caccia estiva
Delibera della giunta regionale n. 1742 del 2003, n. 2526 del 2003 e 2527 del 2003
Nonostante la stagione torrida e la siccità che ha messo in ginocchio tutta la fauna selvatica la Regione Veneto ha anticipato l'apertura della caccia addirittura al primo settembre (la caccia di norma apre la terza domenica del mese di settembre).
Le specie a rimetterci le penne sono state le più delicate, ovvero gli uccelli migratori fra i quali troviamo: la Tortora, il Germano reale, la Marzaiola, l'Alzavola, il Merlo e altri ancora. Quest'anno il vicino Friuli V. G., invece, ha posticipato l'apertura della caccia ai migratori al primo giorno di ottobre.

11 - Limiti di carniere irraggiungibili
Delibera della giunta regionale n. 1742 del 2003, n. 2526 del 2003 e Legge regionale n. 7 del 2002
Il calendario venatorio ha stabilito per gli uccelli migratori un "limite" di carniere, per ogni cacciatore, di 25 capi al giorno per un tetto massimo di 500 uccelli.
La legge sulle cacce in deroga (Fringuello, Peppola, Tortora dal collare, Cormorano, Passeri e Storno) ha stabilito un "limite" di carniere, per ogni cacciatore, di 90 capi al giorno per un tetto massimo di 480 uccelli.
Sono limiti ridicoli e fasulli: è come se il Parlamento fissasse come limite di velocità in autostrada i 500 chilometri orari.

12 - 50 specie cacciabili per legge: un record europeo
Delibera della giunta regionale n.1742 del 2003 e Legge regionale n. 7 del 2002
Grazie al calendario venatorio (43 specie) e alla legge sulle cacce in deroga (7 specie) oggi in Veneto risultano cacciabili ben 50 specie di animali selvatici. Il Veneto è pertanto la regione d'Europa che prevede, per legge, il maggior numero di specie di animali cacciabili.
(La lista si allunga ulteriormente di parecchie decine se si considera anche la delibera sulla caccia agli uccelli ittiofagi).

13 - Tasse regionali sulla caccia inalterate da ben 10 anni
Legge regionale n.33 del 1993
Oggi i cacciatori sono i cittadini più privilegiati del Veneto. Solo loro, infatti, possono vantare di non vedersi aumentare le tasse da ben 10 anni. L'ultimo aumento della tassa regionale, pari a 64 euro annui, risale al lontano 1 gennaio 1994.

Treviso, 16 dicembre 2003

Fonte: LAC Lega per Abolizione della Caccia - Sezione del Veneto Via Bellucci, n.16 - 31100 Treviso

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